CONSAPEVOLEZZA GENITORI-FIGLI

DECALOGO DI CONSAPEVOLEZZA GENITORI - FIGLI.

Può capitare, nella comunicazione genitori-figli, di lanciare dei messaggi verbali o non verbali che potrebbero involontariamente (si spera) ferire i nostri figli,
studenti, fratelli, amici nell'identità.
Questi messaggi sono spesso letti, anche da bambini piccolissimi, attraverso sguardi, comportamenti, parole dette e soprattutto non dette. 
Facciamo dunque molta attenzione a evitare una serie di comportamenti e scelte:

1 – Chiamarlo con il nome di un nostro antenato, un familiare vivo, un ex fidanzato(a), un personaggio storico. Dando il nome di “un altro”, consegniamo un’identità che non gli appartiene.
2 – Qualificarlo in modo negativo: es. “sei cattivo, mi fai disperare ..ecc..”. Nei bambini, l’identità si forma come un riflesso espresso dagli adulti, che funge da specchio nella comunicazione verbale e non verbale. Se ad un bambino diciamo: “sei proprio un demonio”, si convertirà in un “demonio” adulto.
3 – Proiettare su di esso, ciò che i genitori non sono riusciti a fare: “tu sarai un medico”. Questa è un modo per allontanarlo dal proprio progetto vitale. Per istinto di realtà, seguirà il cammino imposto dai genitori, giungendo alla non realizzazione.
4 – Compararlo con altri componenti della famiglia, ne in forma negativa, ne in forma positiva. Se un bambino viene comparato con qualcun’ altro, è come se gli venisse imposto di essere l’altro. Se le aspettative sono molto alte, vivrà in modo frustrante; se le aspettative sono invece basse, tenderà al fallimento.
5 – Dirgli che lo amiamo perchè non hai mai creato problemi ed è sempre stato un bravo bambino. Se si crea un “contratto” con il bambino, in cui l’imperativo è : “ti amo perchè sei bravo”, il bambino vivrà inibendo la propria spontaneità. Un incremento dell’autocontrollo, impedisce al bimbo di sviluppare la propria creatività.
6 – Obbligarlo ad utilizzare le parole Mamma e Papà. Queste parole chiudono un compromesso di relazione tra genitore e figlio , caratterizzando la dipendenza infantile dei secondi sui primi. Dopo la fase adolescenziale, è sano rinnovare questo compromesso.
7 – Vestire due fratelli nello stesso modo. Che il fratello minore sia obbligato ad ereditare abiti e giochi del fratello maggiore.
8 – Castigarlo con insulti, botte, grida o qualsiasi tipo di manifestazione aggressiva. Il bambino apprende a risolvere i conflitti con aggressività, e ripeterà questa metodica di comportamento ogni volta che si troverà in situazioni di conflitto con gli altri. I castighi devono essere educativi, costruttivi, positivi, ragionati.
Il bambino è padrone del proprio spazio e del proprio tempo. Non dobbiamo rubargli l’infanzia facendolo diventare “responsabile” dei fratelli più piccoli. I bambini sono bambini e l’attività fondamentale è il gioco. Giocando possono apprendere, divertirsi, socializzare, interiorizzare con il proprio mondo, creare …. .AIUTIAMOLI A DIVENTARE GUIDE DI SE STESSI!

Fonte: http://terapiasacra.com